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Introvigne: “Solo menzogne sulla Chiesa: chi compie abusi sessuali, è automaticamente scomunicato”

di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO – “E’ una clamorosa menzogna” quella del documentario della Bbc che afferma che la “Crimen sollicitationis”, l’istruzione emanata dalla Congregazione della Dottrina della Fede nel 1962, aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza tale per cui ‘la pena per chi rompe il segreto e’ la scomunica immediata'”. “E’ precisamente il contrario: il paragrafo 16 – spiega il sociologo della religione Massimo Introvigne, in un lungo intervento che e’ stato pubblicato da Avvenire – impone alla vittima degli abusi di ‘denunciarli entro un mese’ sulla base di una normativa che risale del resto al lontano anno 1741. Il paragrafo 17 estende l’obbligo di denuncia a qualunque fedele cattolico che abbia ‘notizia certa’ degli abusi. Il paragrafo 18 precisa che chi non ottempera all’obbligo di denuncia dei paragrafi 16 e 17 ‘incorre nella scomunica'”. Dunque, “non e’ scomunicato chi denuncia gli abusi ma, al contrario, chi non li denuncia”. “L’istruzione – spiega il prof. Introvigne – dispone pure che i relativi processi si svolgano a porte chiuse, a tutela della riservatezza delle vittime, dei testimoni e anche degli imputati, tanto piu’ se eventualmente innocenti. Non si tratta evidentemente dell’unico caso di processi a porte chiuse, ne’ nell’ordinamento ecclesiastico ne’ in quelli statuali. Quanto al carattere ‘segreto’ del documento, menzionato nel testo, si tratta di un ‘segreto’ giustificato dalla delicatezza della materia ma molto relativo, dal momento che fu trasmesso ai vescovi di tutto il mondo”. E infatti “il documento non e’ piu’ segreto, dal momento che avvocati in cause contro sacerdoti accusati di pedofilia negli Stati Uniti ne chiesero alle diocesi il deposito negli atti di processi che sono diventati pubblici”. Secondo Introvigne, fondatore del Centro Studi sulle nuove religioni, “quegli avvocati speravano di trovare nella ‘Crimen sollicitationis’ materiale per ampliare le loro gia’ milionarie richieste di risarcimento dei danni: ma non trovarono nulla”. Infatti, “l’istruzione non riguarda in alcun modo la questione se eventuali attivita’ illecite messe in atto da sacerdoti tramite l’abuso del sacramento della confessione debbano essere segnalate da chi ne venga a conoscenza alle autorita’ civili. Riguarda solo le questioni di procedura per il perseguimento di questi delitti all’interno dell’ordinamento canonico, e al fine di irrogare sanzioni canoniche ai sacerdoti colpevoli”.