Eminenza Reverendissima,
come saprà, in Italia e nel mondo, purtroppo, si sta facendo un gran parlare del Suo recente attacco al Cardinale Angelo Sodano che, a Suo avviso, avrebbe protetto il Suo predecessore alla guida dell’Arcidiocesi di Vienna, il Cardinale Hans Hermann Groër, reo di aver commesso abusi a sfondo sessuale su diversi seminaristi.
Non entriamo nel merito della vicenda, non conoscendone dettagliatamente i fatti; tuttavia, ci perdonerà se Le poniamo una serie di domande:
- Se è vero – e nutriamo, ci perdoni, dei seri dubbi al riguardo – che il Cardinale Sodano abbia ‘coperto’ il Cardinale Groër, come mai Vostra Eminenza ha deciso di parlare solo adesso?
- Perché non lo ha fatto quando l’illustre porporato era ancora Segretario di Stato vaticano?
- Perché ha atteso tanti anni? Per paura? E di cosa, poi?
- Forse ha taciuto così a lungo perché è più comodo scendere dalla barca quando affonda anziché quando viaggia spedita?
Noi cattolici attendiamo, anzi meritiamo, una risposta.
In questo momento di forte tribolazione per la Chiesa, infatti, ci saremmo attesi unità e concordia, almeno pubblicamente, e non divisioni e regolamenti di conti.
Avremmo voluto che un successore degli Apostoli universalmente apprezzato come Lei, ci offrisse un esempio nitido di come restare accanto a Pietro mentre le porte degli inferi tentato di prevalere sulla Chiesa.
E invece no.
Siamo rimasti delusi.
Lei ci ha delusi.
Il Suo tono da Inquisizione verso il Cardinale Sodano – che ha servito fedelmente la Sede Apostolica e, in particolare, i Sommi Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – è servito solo a creare scompiglio, a scandalizzare noi cattolici, a prestare il fianco a chi vorrebbe far passare la Chiesa come un’associazione a delinquere dedita all’occultamento delle prove relative ad abusi sessuali compiuti da religiosi.
Pare che a farLa andare su tutte le furie sia stato quel termine – ‘chiacchiericcio’ – che il Cardinale Sodano ha utilizzato nel discorso di auguri rivolto al Santo Padre a Pasqua a nome del Sacro Collegio.
A tutti è parso palese come il Cardinale Decano si riferisse alle calunnie rivolte direttamente alla persona del Papa per episodi – montati ad arte dalla stampa laicista, massonica e anticlericale manovrata da grandi potenze economiche – risalenti all’epoca in cui ricopriva gli incarichi di Arcivescovo di Monaco e di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, senza volere in alcun modo negare o sminuire i tremendi casi di pedofilia venuti a galla nei mesi precedenti.
Le buone intenzioni del Cardinale Sodano sono state chiare a tutti sin dal primo momento, dunque, meno che a Lei, che ha così imbastito un processo alle intenzioni di cui, sinceramente, avremmo fatto volentieri a meno.
Eminenza Reverendissima,
sappiamo che conosce il Santo Padre dai tempi in cui era suo allievo all’Università negli anni ‘70; sappiamo, anche, che intrattiene con lui rapporti molto cordiali.
Le chiediamo, quindi: crede davvero di aver aiutato il Papa e la Chiesa tentando di gettare fango sul Cardinale Sodano?
Non ritiene, piuttosto, come ha giustamente rimarcato in alcune dichiarazioni alla stampa il Cardinale José Saraiva Martins – un esempio di equilibrio e onestà intellettuale per chiunque indossi la porpora -, di essere stato quantomeno ‘inopportuno’?
Inopportuno – aggiungiamo noi – come quando ha consentito che nel museo diocesano di Vienna venisse esposta in bella mostra un’opera raffigurante l’Ultima Cena in chiave orgiastica; inopportuno come quando ha accostato il celibato sacerdotale alla pedofilia ed espresso parere favorevole ad un’eventuale apertura del sacerdozio alle donne; inopportuno come quando ha fatto ricevere ad una famosa donna politica austriaca un Cavalierato dalla Santa Sede pur essendo essa un’abortista convinta; inopportuno come quando si è recato a Medjugorje senza avvisare il Vescovo diocesano, quasi a voler autenticare le apparizioni mariane di quel luogo, non ancora riconosciute dalla Chiesa, con la Sua presenza, salvo poi cospargersi il capo di cenere dopo il prevedibile paterno ‘richiamo’ del Santo Padre.
Carissimo Cardinale Schönborn,
ci scusi per i toni forti, ma l’amarezza è tanta.
E tanto è il dolore davanti ad uomini di Chiesa che pur definendosi allievi di Joseph Ratzinger, nulla hanno imparato della sua mitezza.
Cordiali saluti in Gesù e Maria
Gianluca Barile