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Il ‘Buon Pastore’ nostro Presidente Onorario
CITTA’ DEL VATICANO – Cos’è la santità? Un dovere per ogni buon cristiano e il traguardo a cui Dio chiama ognuno di noi in questa vita. Lo sa bene il Cardinale Josè Saraiva Martins, che della santità è il ritratto fedele, e non solo per aver portato all’onore degli altari, negli ultimi quindici anni, oltre 2.000 Servi del Signore, tra cui (tanto per ricordare i più amati e popolari) Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, Suor Faustina Kowalska e i pastorelli di Fatima. A Sua Eminenza Reverendissima, Pastore buono, mite e generoso; Figlio amorevole della Beata Vergine Maria; esemplare Testimone del Vangelo; preziosissimo collaboratore dei Sommi Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma anche Rettore dell’Università ‘Urbaniana’ e accademico molto stimato da Paolo VI, abbiamo conferito, davvero con grande letizia, la Presidenza Onoraria della nostra Associazione Cattolica Internazionale ‘Tu es Petrus’ (www.papanews.it). La cerimonia di conferimento si è tenuta dove il nostro sodalizio (oltre 4.000 iscritti in tutto il mondo, 85 bambini orfani adottati a distanza, due mense dei poveri, una Casa di accoglienza per senza-tetto) ha mosso i primi passi, a Battipaglia (Sa), al termine della Messa presieduta in onore della ‘Sacra Famiglia’ dallo stesso Cardinale Saraiva presso la Chiesa ‘Santa Maria della Speranza’ (a fare gli onori di casa, il Parroco e Rettore Padre Ezio Miceli, che la nostra Associazione ringrazia per il servizio reso ai più deboli e per la disponibilità e l’accoglienza sempre offerte). Il porporato portoghese ha ringraziato il nostro Presidente e Direttore Responsabile, Gianluca Barile, per il riconoscimento ottenuto ed ha assicurato la sua costante e paterna guida spirituale “di questa pregevole Associazione impegnata in campo religioso con un costante servizio reso al prossimo, alla Chiesa e alla cultura”. Alla cerimonia hanno assistito almeno 3.000 fedeli e le massime Autorità civili e militari del territorio. Il Cardinale ha celebrato con la mitria del Buon Pastore, che ha impiegato nel presiedere i riti di beatificazione e canonizzazione più importanti degli ultimi anni, il Pastorale che lo accompagna in tutto il mondo durante i suoi innumerevoli viaggi in rappresentanza del Papa e una pianeta, con relativa dalmatica, decorata a mano in oro e risalente ad oltre un secolo fa. All’incanto del rito, e al calore dei fedeli, ha fatto il paio la splendida omelia del Cardinale Saraiva, completamente incentrata sulla sacralità della Famiglia, durante la quale non è mancata una evidente condanna dell’aborto: “Una comunità di fede e di amore – ha infatti detto il nostro Presidente Onorario -, non può non essere una comunità di vita. Solo una Famiglia che sa difendere la vita umana, costruisce coerentemente il futuro dell’umanità. Al contrario, ‘chi sta cercando il bambino per ucciderlo’ (Erode, ma oggi sono tanti ad ogni livello, anche istituzionale), compromette questo futuro in una prospettiva di morte. Esattamente come Erode. Ma invano. Perché ‘sono morti coloro che attentano alla vita del bambino’, come garanzia che la cultura dell’egoismo e della morte non potrà mai spegnere la civiltà della vita e dell’amore”. Sempre riguardo alla Santa Messa, prima della benedizione finale, il Cardinale ha recitato la preghiera a San Michele Arcangelo, Patrono dell’Associazione ‘Tu es Petrus’, chiedendo al glorioso Principe delle celesti milizie di difendere l’umanità nella battaglia “contro gli attacchi, le insidie e le malvagità del demonio” e di “ricacciare nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione della anime”. Tornando alla condanna dell’aborto pronunciata dal Cardinale durante l’omelia, c’è da raccontare un episodio, che ha commosso e toccato le corde del cuore di tutti coloro che hanno avuto la gioia e il privilegio di assistervi, avvenuto pochi minuti prima della Santa Messa. Un giovane Carabiniere di Battipaglia fuori dal servizio, venuto a conoscenza della presenza in Città del Cardinale Saraiva, si è recato presso l’abitazione del Presidente Barile per chiedere al porporato una benedizione particolare da portare in Ospedale al figlio, venuto al mondo pochi giorni prima, a Natale. Poi, il neo papà ha raccontato che quel bambino, nato alla fine di una gravidanza molto tormentata che più volte aveva fatto temere un aborto spontaneo a causa di varie complicazioni, era vivo per miracolo e si chiamava Karol, come Karol Wojtyla – l’indimenticabile Giovanni Paolo II -, proprio in onore del Papa polacco a cui lui e la moglie si erano rivolti per far sì che la gravidanza giungesse a buon fine. A quel punto, il Cardinale Saraiva, che di Giovanni Paolo II non è stato solo validissimo collaboratore me anche fraterno amico, è voluto andare personalmente in Ospedale a visitare la giovane mamma e benedire il piccolo Karol. In questo gesto affettuoso e ricco d’amore, c’è tutto lo spessore umano, cristiano e spirituale di un Principe della Chiesa rimasto uomo e di un Pastore di anime pronto ad accorrere da ogni pecorella che invoca la sua protezione.
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