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In difesa degli esorcismi
di Matteo Orlando
CITTA’ DEL VATICANO – “Per capire cos’è l’esorcismo si deve partire da Gesù Cristo e dalla sua stessa prassi. Gesù Cristo è venuto per annunciare e inaugurare il regno di Dio sul mondo e sugli uomini. Gli uomini hanno una capacità di accogliere Dio nei loro cuori (Rom 5,5). Questa capacità di accogliere Dio viene, però, offuscata dal peccato e talvolta il male, nell’uomo, occupa il posto dove Dio vuole vivere. Per questo Gesù Cristo è venuto a liberare l’uomo dalla dominazione del male e del peccato e così anche da tutte le forme di dominazione del maligno, cioè del diavolo e dei suoi spiriti maligni chiamati demoni, che vogliono deviare il senso della vita dell’uomo. Per questa ragione Gesù Cristo scacciava i demoni e liberava gli uomini dalle possessioni degli spiriti maligni, per farsi spazio nell’uomo, cosicché quest’ultimo acquisti la libertà verso Dio, il quale vuole dare il suo Spirito Santo all’uomo che è chiamato a diventare suo tempio (1 Cor 6, 19; 1 Pt 2, 5) per dirigere i suoi passi (Rom 8, 1-17; 1 Cor 12,1-11; Gal 5,16-26) verso la pace e la salvezza. Qui c’entrano la Chiesa e il suo ministero. La Chiesa è chiamata a seguire Gesù Cristo e ha ricevuto il potere, da parte di Cristo, di continuare nel suo nome la sua missione. Allora l’azione di Cristo per liberare l’uomo dal male si eserciterà attraverso il servizio della Chiesa… L’esorcismo è, allora, un’antica e particolare forma di preghiera che la Chiesa adopera contro il potere del diavolo”. Così si era espresso Sua Eminenza Rerendissima il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, il 26 gennaio 1999, durante la Presentazione del nuovo Rituale degli esorcismi presso la Sala Stampa della Santa Sede. E continuando aveva aggiunto: “La Sacra Scrittura c’insegna che gli spiriti maligni, nemici di Dio e dell’uomo, svolgono la loro azione in modi diversi; tra questi è segnalata l’ossessione diabolica, chiamata anche possessione diabolica. Ma l’ossessione diabolica non è il modo più frequente in cui esercita il suo influsso lo spirito delle tenebre. L’ossessione ha caratteristiche di spettacolarità e in essa il demonio s’impadronisce in un certo modo delle forze e dell’attività fisica della persona che subisce la possessione. Non può, però, impadronirsi della libera volontà del soggetto, e perciò il demonio non può ottenere dalla persona posseduta un coinvolgimento della libera volontà, al punto da farla peccare. Ciononostante, la violenza fisica che il diavolo esercita sull’ossesso è un incentivo al peccato ed è questo che lui vuoi ottenere”. “L’influsso nefasto del demonio e dei suoi seguaci viene abitualmente esercitato attraverso l’inganno, la menzogna, la bugia e la confusione. Come Gesù è la Verità (cf. Gv 8,44), così il diavolo è il bugiardo per eccellenza. Da sempre, sin dall’inizio, la menzogna è stata la sua strategia preferita. Non c’è dubbio che il diavolo riesca ad intrappolare tante persone nella rete delle bugie, piccole o clamorose. Inganna gli uomini facendo loro credere che la felicità si trovi nel denaro, nel potere, nella concupiscenza carnale. Inganna gli uomini persuadendoli che non hanno bisogno di Dio e che sono autosufficienti, senza bisogno della grazia e della salvezza. Addirittura inganna gli uomini diminuendo, anzi facendo scomparire il senso del peccato, sostituendo alla legge di Dio come criterio di moralità, le abitudini o le convenzioni della maggioranza. Persuade i bambini che la bugia è un modo adatto per risolvere diversi problemi, e così, man mano, si crea tra gli uomini un’atmosfera di diffidenza e di sospetto. Dietro le bugie e le menzogne, che portano l’immagine del Grande Bugiardo, si sviluppano le incertezze, i dubbi, un mondo dove non c’è più sicurezza né Verità e dove, invece, regnano il relativismo e la convinzione che la libertà consista nel fare quel che si vuole; così non si capisce più che la vera libertà è l’identificazione con la volontà di Dio, fonte del bene e dell’unica felicità possibile”. Inoltre, “tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio” (Gaudium et spes, n. 37,2). La Chiesa è sicura della vittoria finale dì Cristo e perciò non si lascia trascinare dalla paura o dal pessimismo, ma allo stesso tempo è consapevole dell’azione del maligno che cerca di scoraggiarci e di seminare la confusione. “Abbiate fiducia – dice il Signore -, io ho vinto il mondo! ” (Gv 16,33). In questa cornice trovano il loro posto gli esorcismi, espressione importante, ma non l’unica, della lotta contro il maligno. Sua Santità il Papa Benedetto XVI ha chiarissimo tutto questo e sin dal suo inizio del pontificato non ha mancato di “esorcizzare” attraverso i suoi insegnamenti. Il n. 1673 del Catechismo della Chiesa Cattolica è chiaro in materia, stabilendo che “quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato (Mc 1, 25 s.); è da Lui che alla Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare (cf. Mc 3,15; 6, 7.13; 16,17). In una forma semplice l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa…”. Benedetto XVI sa bene che l’esorcismo ha come punto di partenza la fede della Chiesa, secondo la quale esistono Satana e gli altri spiriti maligni, e che la loro attività consiste nell’allontanare gli uomini dal cammino della salvezza. E da supremo custode della dottrina cattolica ci insegna che i demoni sono angeli caduti a causa del loro peccato, che sono esseri spirituali di grande intelligenza e potere. Ricordando il n. 395 del Catechismo della Chiesa Cattolica, non possiamo dimenticare che “la potenza di Satana non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l’edificazione del Regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo Regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni – di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica per ogni uomo e per la società -, quest’azione è permessa dalla divina Provvidenza, la quale guida la storia dell’uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rom 8, 28). Grazie Santo Padre. Non sappiamo se ha praticato in Vaticano esorcismi su singole persone, come sappiamo da qualche indiscrezione, ha fatto il suo predecessore, il servo di Dio Giovanni Paolo II. A noi, caro Santo Padre, bastano gli amorevoli esorcismi che continuamente pratica, con le sue dolci ma ferme parole per l’umanità intera durante i suoi insegnamenti. Confidiamo nella comune fede della Chiesa, che anche Cardinali e Vescovi siano incoraggiati a fare altrettanto, visto che il Maligno non è in “letargo”, ma vive e opera straordinariamente in questa nostra epoca. A tal proposito, ci avviamo alla conclusione con una citazione di Angela Musolesi (in Presidente degli Esorcisti – Esperienze e delucidazioni di don Gabriele Amorth, Edizioni Carismatici Francescani, 2005, pp. 96-97): “Riportano gli evangelisti che nei suoi 3 anni di vita pubblica Gesù ha liberato dai demòni tante persone. Camminando per la Palestina, liberava dagli spiriti immondi e guariva. Ora, nel nostro tempo, vi è la convinzione che le persone che hanno necessità di essere liberate dai demoni con l’esorcismo, come faceva Gesù (perché quello di Gesù era un esorcismo: comandava ai demoni di andarsene), siano in realtà pochissimi. I posseduti che abbisognano di esorcismo sono rari, si ritiene. Un posseduto su un milione di persone, più o meno, si proferisce. Allora mi chiedo: come mai c’erano al tempo di Gesù tanti vessati e ora no? Tra l’altro Gesù in tutta la sua vita non avrà incontrato neanche un milione di persone, eppure si dice che liberava e guariva tutti quelli che incontrava. Si pensa davvero che l’opera del maligno, nella fattispecie il suo agire attraverso mezzi non convenzionali, sia diminuita rispetto al tempo di Gesù? Si pensa davvero che siamo diventati più accorti verso il maligno, oppure che le liberazioni di Gesù riportate dagli Apostoli fossero simboliche? Nei Vangeli si legge altresì che Gesù Cristo sanava da certe malattie intimando ai demoni che procuravano l’infermità di andarsene. Le infermità erano conseguenza di una possessione (non si sa in che altro modo definire gli aspetti del mysterium iniquitatis riportato). Se quelle situazioni di malattia capitassero ora, i poveretti vessati in tal modo dovrebbero tenersi il malanno perché non si è più che certi che sia in atto una possessione? Gesù era troppo generoso o siamo troppo cauti noi? Non si scherza con il demonio e non va sottovalutato. Non si scherza nemmeno con Dio. Ma se si fa un errore, Dio perdona; il demònio no. Se si fa una omissione, Dio lascia scorrere la Sua misericordia sulla debolezza umana; il demònio invece ne approfitta. Non è una differenza da poco. Conviene ricordarsene”.
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