di Padre Tiziano Repetto*
CITTA’ DEL VATICANO – Pareva una serata tranquilla, nella mia cella a Roma. Apro la mia mailbox ed era, come sempre, intasata di ogni genere di spam e altre amenità. Ma ad un certo punto, nell’interminabile elenco di pattumiera telematica, mi colpisce un nome tra tutti: Milingo. Sulle prime pensai a un episodio di phishing “creativo”. Poi controllando meglio mi accorsi che Sua Eccellenza mi aveva scritto in riferimento a un’intervista da me rilasciata sulla mia esperienza di esorcista. La mail era proprio quella della sua associazione di preti uxorati. Ebbene, Emmanuel Milingo mi rimproverava di essere un chiaro esempio di prete celibatario maschilista, perché ho affermato che nel mio studio ricevo molte più donne che uomini. Afferma, infatti, che il rapporto è inverso, sono più gli uomini ad essere demonopatici e supporta questa sua affermazione con la guerra: sono gli uomini che vanno in guerra. Ma si tratta di una chiara fallacia: forse chi scatena le guerre è demonopatico, ma quelli che sono costretti ad andarci non è detto che lo siano. Mio padre, buonanima, fu costretto a combattere in guerra ma era un uomo mite e di sani principi, nulla a che vedere con la demonopatia. Occorre infatti distinguere le normali azioni ordinarie di satana, che colpiscono tutti gli esseri umani, da quelle straordinarie, che colpiscono solo pochi, per grazia di Dio. Siamo in grado di compiere il male anche senza alcun intervento diretto del demonio, per causa della nostra natura ferita dal peccato originale. La possessione, in senso tecnico, è rara. Ad ogni modo, dire che una persona è demonopatica non significa necessariamente denigrarla, perché, se talora le demonopatie sono conseguenti ad azioni moralmente disordinate, spesso esse sono derivate da malefici o fatture comandati da terzi nei confronti di persone ignare e che magari avevano pure una sana vita di fede. In subordine, non abbiamo alcun modo per verificare che gli uomini siano più demonopatici, perché pure se commettono omicidi o vanno in guerra, tali comportamenti non sono direttamente ascrivibili ad un’azione straordinaria del demonio. Ad ogni buon conto, Sua Eccellenza sostiene che la mia misoginia è derivata dall’essere un prete celibatario. Ma, Eccellenza, il Vangelo parla di eunuchi per il Regno dei Cieli e non di Mariti per il Regno dei cieli, e non dice che Gesù, modello antropologico e teologico del sacerdote, fosse sposato. Di più non so dirLe, Eccellenza. Comunque sia, spero che Nostro Signore non mi condanni se, in buona fede e lavorando per il Regno, ho volontariamente e serenamente rinunciato a gustare le delizie della vita matrimoniale…
*Sacerdote Gesuita, esorcista della Diocesi di Roma