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Il Punto sul Campionato di Calcio – Chi la spunterà tra Juve e Toro?
di Luciano Moggi
Il Toro avrà ammirato martedì la reazione della Juve, e l’accaduto non gli avrà fatto certamente molto piacere. Il fattore morale è importante nel calcio e quello che la Juve ha messo dentro è un valore aggiunto che può contare molto nel derby. Sempre che non si faccia sentire troppo, in campo bianconero, il peso della fatica e dello stress accumulati. L’esperienza mi dice che quest’aspetto conta, ma può essere sovrastato dalla carica che il successo sul Real ha dato a tutto l’ambiente juventino. In definitiva, i problemi per Ranieri sono sempre gli stessi, perché il dopo Real registra un altro infortunio (Marchisio che si va a scontrare con Sissokò, e se non è una maledizione questa…) e allunga il numero enorme tra indisponibili e acciaccati vari: quasi un’intera squadra che il tecnico non può utilizzare, o deve sperare che riesca in qualche maniera a tirarsi su. Non c’è dubbio comunque che il temutissimo impegno di Champions, per i tempi in cui è caduto e per il risultato che ha dato, cambia radicalmente le posizioni nel derby. Ranieri è riuscito a fortificare, almeno per adesso, la sua traballante posizione; Del Piero ha risposto da par suo allo stesso allenatore (ahi ahi, quella sostituzione di Napoli…) e ha restituito piena fiducia alla truppa e a se stesso. Aveva visto giusto in definitiva Trapattoni quando suggeriva di affidarsi ai vecchi campioni, e non sarà un caso che Nedved abbia fatto, anche lui, una partita straordinaria contro i madrileni. Il resto, oltre ad Amauri con l’assist sul gol da favola di Del Piero e con il suo raddoppio personale, l’ha fatto l’antico orgoglio Juve e quel pizzico di buona sorte che Ranieri non ha difficoltà a riconoscere; buona sorte che d’altra parte era sicuramente mancata a Napoli. Conta poi nel complesso l’impressione che la Juve ha dato: una forza d’assieme, una capacità di soffrire soprattutto nel finale che è stata anch’essa una delle chiavi vincenti della partita, ed è uno dei molti aspetti che rende più difficile ora il derby dalla parte del Toro. Qualcuno ricorderà che la stracittadina di Torino sfugge regolarmente ai pronostici, sovvertendo i valori che appaiono sul campo, ma è vero che il Real ha fatto risorgere la Juve nel morale e nel gruppo e stavolta l’ambiente dovrebbe essersi ricompattato. Sono solo le vittorie che spazzano le crisi, e non le (semplici) esortazioni a tirarsi su, ed è importante pure la presenza dei dirigenti, che dovrebbe esserci sempre, aspetti questi ultimi che danno il loro contributo ma non sono determinanti. Semmai sono gli “schiaffi”, la voglia di recuperare la propria autostima che contano, e a Napoli lo schiaffo era stato pesante e la fiducia personale era finita in fondo ai tacchi. Negli occhi di fuoco di Del Piero e Nedved, ed anche in quelli di Manninger, troppo impaurito a Napoli, ho visto fin dall’inizio quello che poteva accadere (ed è accaduto) contro il Real. Tutto risolto, dunque, crisi superata e anzi spazzata, Ranieri non più in bilico insieme con la stessa dirigenza? Questo non sarebbe verosimile. La Juve ha fatto un passo da gigante (è in testa nel proprio girone di Champions), ma i disagi e i vuoti restano, e resta purtroppo per Ranieri l’infermeria troppo affollata. Però lo scenario è diverso, ha ripreso coraggio anche Blanc, messo sulla graticola dalla critica (e non solo), ma la Juve dovrebbe confermare la risalita cominciando a vincere il derby. Cosa, questa, che il Toro cercherà di impedirle ad ogni costo, per assicurarsi a sua volta un po’ di morale (i granata stanno peggio dei bianconeri) e per allontanare De Biasi da quella che assomiglia fortemente ad un’ultima spiaggia: la situazione è questa checché ne dica Cairo, che deve fare la sua parte difendendo il tecnico, mentre ovviamente starà valutando altre soluzioni. E non è vero che Novellino si sia tirato fuori. Leggete bene. L’allenatore esonerato lo scorso anno, ma ancora sotto contratto con Cairo, ha detto che sta studiando l’inglese ma è pronto a rientrare in panchina. Nel frattempo fa ammenda dei propri errori (è lui che li chiama così, anche con i tifosi). E perché lo direbbe se non avesse voglia di rivestire la tuta granata? Debbo essere equanime ed auguro a De Biasi, di cui mi piacciono i moduli aggressivi (ma occorre anche qui un po’ di cautela), di superare a sua volta la buriana, che poi significherebbe battere la Juventus: se non dovesse riuscirci, e Cairo dovesse decidere l’avvicendamento, suggerirei al presidente granata il ritorno, appunto, di Novellino. Ma si sa che Cairo, per sua stessa ammissione, non è solito ascoltare i miei consigli e le mie opinioni, e dunque non è detto che avvenga così, con Novellino al posto di De Biasi in caso di esonero di quest’ultimo. Tuttavia mi sia consentito di far notare a Cairo che si vede, e anche tanto, che non ama ascoltarmi… Comunque sia, il problema del Toro, che Cairo non vuol capire, è la necessità di una struttura societaria adeguata, con sopra sicuramente l’occhio costante del patròn, che, però, non può e non deve fare tutto da solo. Se Cairo non rientrerà in quest’ordine di idee, il Toro resterà lì, sempre a languire su posizioni rischiose. Per fortuna De Biasi recupera Rosina, un pezzo importante della scacchiera granata, che troppo spesso, quest’anno, è mancato, ma che sembra finalmente recuperato dopo lo scampolo di partita fatto con il Cagliari. Poi, e mi metto nei panni del Toro, bisognerà avere nervi saldi e anzi saldissimi. Cairo pensava di aver fatto la squadra migliore della sua presidenza e si ritrova peggio dello scorso anno. E attenzione, che mercoledì, per il turno infrasettimanale, c’è un altro brutto cliente, l’Atalanta di Del Neri e del suo alfiere Doni. Nello stesso turno la Juve andrà a Bologna: un quadro quindi di fuochi pirotecnici da cui sapremo se e come il calcio torinese in campionato si sarà riavuto e in quale proporzione, tenendo presente, com’è ovvio, che a fine derby, l’esultanza di una significherebbe l’abbattimento dell’altra. Sarà, comunque, un derby all’antica, senza esclusione di colpi, senza un favorito designato (il successo sul Real non pone la Juve in una posizione di vantaggio) e in definitiva tutto da godere. Ma chi veramente godrà lo sapremo alla fine.
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