 Comunione in piedi e non più seduti, maggiore partecipazione alla vita parrocchiale, catechesi conformi a quelle ufficiali della Chiesa cattolica: i cambiamenti voluti dal Papa per i Neocatecumenali
di Gianluca Barile
CITTA’ DEL VATICANO - Il Santo Padre Benedetto XVI ha dato il proprio assenso per l’approvazione definitiva degli Statuti Neocatecumenali, tranne che per le parti relative alla liturgia e alle catechesi, accolte ‘ad experimentum’ (sembra) per sette anni, cioè fino a quando il Cammino non dimostrerà di averle adeguate a quelle ufficiali della Chiesa, portando i propri seguaci a comunicarsi in piedi, e non più seduti, e a diffondere e studiare una Dottrina il più uniforme possibile all’ortodossia cattolica. Naturalmente, non sono soltanto queste le modifiche apportate e volute dal Papa e dai Dicasteri vaticani competenti, ma bisognerà attendere la promulgazione dell’apposito Decreto da parte del Pontificio Consiglio per i Laici per conoscere tutti gli ambiti in cui il Pontefice e i suoi collaboratori sono intervenuti con il pennarello rosso per correggere il Cammino. Quello che si sa per certo, al momento, è che durante la Messa i Neocatecumenali non potranno più comunicarsi restando seduti, ma dovranno alzarsi in piedi al passaggio del sacerdote per ricevere il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, partecipando inoltre più attivamente alla vita comunitaria delle Diocesi e prendendo parte almeno una volta al mese alla celebrazione della Messa parrocchiale della Domenica. Per quanto riguarda il modo di comunicarsi, si tratta di una sorta di ‘indulto’, che nel consentire ancora ai Nc di non procedere in processione verso l’altare per accostarsi al Santissimo Sacramento, vieterà il triste perpetrarsi dell’abuso di prendere l’Eucaristia mentre si sta tranquillamente adagiati su una sedia. Il tutto trapela mentre la Segreteria di Stato ha chiesto ai responsabili della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dello stesso Pontificio Consiglio per i Laici (i tre organismi curiali che si sono occupati di seguire l’iter dall’inizio) di non rilasciare dichiarazioni ufficiali sull’approvazione degli Statuti Neocatecumenali. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per gli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez? Sicuramente mezzo vuoto, considerato che il Papa, dopo aver letto attentamente un dossier di 80 pagine e ascoltato il parere degli esperti all’uopo incaricati, ha constatato come la liturgia non sia ancora stata adeguata a quella ufficiale e le catechesi abbiano bisogno di ulteriori correzioni non essendo pienamente conformi al Magistero della Chiesa. Correzioni che sono state indicate dallo stesso Benedetto XVI nella speranza che ciò contribuisca a non far più operare i responsabili del Cammino come ‘un corpo estraneo’ nelle Diocesi e nelle parrocchie di tutto il mondo. E pensare che numerosi siti Internet di chiara ispirazione Neocatecumenale avevano dato per certa, nei giorni scorsi, l’approvazione conclusiva degli Statuti così come erano stati presentati dopo che dal Giugno 2007, mese in cui erano scaduti i cinque anni ‘ad experimentum’ concessi nel 2002 dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, nulla era più trapelato dai Sacri Palazzi. Di sicuro, invece, c’è l’ennesimo richiamo di Benedetto XVI agli iniziatori Kiko e Carmen ad aderire completamente all’ortodossia di Santa Romana Chiesa, a partire da una corretta celebrazione della Messa sino ad un catechismo che rispecchi fedelmente quello ufficiale, passando per la piena e incondizionata obbedienza al successore dell’Apostolo Pietro. Se conosciamo bene le tecniche di comunicazione degli iniziatori del Cammino, la concessione del periodo ‘ad experimentum’ di sette anni verrà fatta passare come una vittoria, ma basta avere un minimo di buon senso per rendersi conto che così non è. Fatto sta che già nel Dicembre del 2005, su mandato del Santo Padre, il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, aveva scritto una durissima nota a Kiko Arguello e Carmen Hernandez con la quale si concedevano due anni per adeguare la liturgia dei Nc a quella della Chiesa. Due anni che, a quanto pare, non sono bastati (?) ai destinatari per obbedire alle direttive del Vaticano, tanto che nulla sarebbe cambiato dal punto di vista liturgico in questo pur ampio arco di tempo. Nella missiva, tuttora attuale perché conterrebbe buona parte delle modifiche liturgiche volute da Benedetto XVI in sede di approvazione degli Statuti, si leggeva: "Nella celebrazione della Santa Messa il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa senza omettere né aggiungere nulla. Questo è il principio base. Seguire i libri approvati, non aggiungere e non sottrarre. La Domenica è il giorno del Signore: il Santo Padre decide che per il Cammino Neocatecumenale, almeno una Domenica al mese, le comunità devono partecipare alla Santa Messa della Comunità parrocchiale. Per le altre tre settimane, il Cammino Neocatecumenale in ogni Diocesi sia in dialogo con il vescovo diocesano. Le ammonizioni previe alle letture si possono fare a condizione che siano brevi. Anche durante l'omelia, pronunciata sempre dal sacerdote o dal diacono, si può fare qualche intervento occasionale che sia breve e che non abbia apparenza di essere l'omelia. Anche questo si può accettare. Poi, per lo scambio della pace: si concede che il Cammino Neocatecumenale possa usufruire dell'indulto già concesso, cioè di fare lo scambio della pace prima dell'offertorio fino ad ulteriori disposizioni. Sul modo di ricevere la Santa Comunione si dà al Cammino Neocatecumenale un periodo di transizione, non più di due anni, per passare dal modo invalso nelle loro comunità di ricevere la Comunione, per esempio, seduti, con l'uso di una mensa addobbata posta al centro della Chiesa, invece dell'altare dedicato; è quindi necessario passare da questo al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve comportarsi nel modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo. Infine, il Cammino Neocatecumenale deve utilizzare anche le altre preghiere Eucaristiche contenute nel messale e non solo la seconda preghiera Eucaristica. La sintesi di tutto questo è che il Cammino, nella celebrazione della Santa Messa, seguirà i libri liturgici approvati, tenendo conto delle specificazioni appena pronunciate". Benedetto XVI, nel 2006, pochi mesi dopo la lettera di Arinze, aveva ‘fraternamente ammonito' il Cammino Neocatecumenale ad attenersi alla Liturgia di Santa Romana Chiesa durante un incontro con 200 Famiglie del Movimento missionarie in tutto il mondo: "L'importanza della Liturgia e in particolare della Santa Messa nell'evangelizzazione, è stata a più riprese posta in evidenza dai miei predecessori e la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo, celebrato nei riti liturgici, costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti. (...) Proprio per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere ancora più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il popolo di Dio, di recente, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, vi ha impartito, a mio nome, alcune norme concernenti la celebrazione Eucaristica. Dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio, Giovanni Paolo II, sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate". Dunque, essenzialmente, buona parte della vicenda relativa all’approvazione degli Statuti si è giocata sulla liturgia e, quindi, sul modo di amministrare e ricevere la Comunione. E un segnale su come la pensi in proposito Benedetto XVI è giunto in occasione della Messa del Corpus Domini celebrata in San Giovanni in Laterano la settimana scorsa: i fedeli, al momento di ricevere la Comunione, si sono dovuti inginocchiare a mani giunte su un’apposita balaustra, come accadeva con il glorioso rito tridentino pre-conciliare. Figurarsi, quindi, se il Papa potesse continuare a tollerare il fatto - e l’anomalia - che i Neocatecumenali continuassero a ricevere l’Eucaristia restando comodamente seduti. |