 Intervista di Franco Zeffirelli a 'La Stampa' sull'immagine del sacro CITTA’ DEL VATICANO - ''Il Santo Padre e' consapevole che oggi la comunicazione cinematografica della Chiesa e' alla rovina. Sono cristiano fino alle profonde viscere dello spirito, non posso assistere al disastro'': Franco Zeffirelli (nella foto), in un'intervista a La Stampa, rivela il suo ruolo di consulente di Papa Benedetto e parla di ''un direttorio vaticano per la difesa della fede nel cinema, per l'immagine del sacro. La Santa Sede intende curarla con molta piu' attenzione'', dice. Per il grande regista, che il 14 gennaio portera' all'Opera di Roma la Tosca di Puccini, attualmente ''l'immagine invade e lacera campi e valori che un tempo appartenevano alla predicazione e alla parola scritta'' e il Papa ''conosce l'importanza dell'immagine almeno quanto Montini''. Zeffirelli cita la 'Passione di Cristo' di Mel Gibson, condanna la pubblicita' (''ha invaso i campi e i soggetti religiosi'') e le fiction sulle vite dei santi, ''scandali da condannare al rogo come bestemmia. Il Papa - afferma - non intende assecondare questa deriva. Bisogna stare attenti, come dimostra il male che ha fatto Gibson: ha ferito in maniera irreversibile la memoria di milioni di persone''. Nell'intervista, il regista svela di avere ''continui contatti con i piu' stretti collaboratori del Papa'', come il cardinal Ruini e il vescovo ausiliare di Roma, Monsignor Rino Fisichella: ''Non siamo ancora alla pianificazione degli interventi necessari, ma alla fase delle proposte''. E aggiunge: ''Se mi ufficializzano un compito di supervisione, mi dedico a temo pieno: ce n'e' molto bisogno. Conosco personalmente Ratzinger - aggiunge Zeffirelli -, e' molto attento all'importanza della raffigurazione del sacro''. |