.jpg) Monsignor Crociata condanna chi vuole fare carriera approfittando dei propri ruoli ecclesiastici: “Bisogna essere cristiani per vocazione, non per potere” CITTA’ DEL VATICANO - La Chiesa e' ''addolorata'' dal fatto che molti cristiani mostrino ''meschine competizioni, maneggi di arrivismo e di gloria personali'', e che altri, ''addirittura'' si servano ''del nome cristiano e dei legami ecclesiali per raggiungere e difendere posizioni di potere e di prestigio''. Lo ha detto il numero due dei vescovi italiani, Monsignor Mariano Crociata, nell' omelia di una Messa celebrata in una Chiesa romana, esortando a ''cercare la grandezza'' nel servizio al bene comune, un tema toccato di recente piu' volte anche dal Papa. La pagina del Vangelo racconta di due fratelli che chiedono a Gesu' di potergli sedere accanto. ''Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono - egli risponde - Tra voi pero' non e' cosi'; ma chi vuole diventare grande tra voi sara' vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sara' schiavo di tutti''. Nella Chiesa - ha commentato Crociata - ''non dovrebbe esserci posto per meschine competizioni di orgoglio, per maneggi di arrivismo, per ambizioni di successo e di gloria personali, di preminenza sugli altri''. ''Se vi puo' essere una gara tra i cristiani - ha aggiunto - deve essere quella in cui si lotta per accaparrarsi il posto di maggior servizio, e questo senza ostentazione''. Eppure - ha proseguito -''dobbiamo riconoscere - ha aggiunto - che tante volte noi tendiamo ad allontanare la sofferenza e ad assicurarci l'onore'' e ''ancora piu' doloroso - ha rilevato mons. Crociata - e' constatare come non manca chi addirittura si serve del nome cristiano e dei legami ecclesiali per raggiungere e difendere posizioni di potere e di prestigio''. A questo scopo, ''piegando strumentalmente la stessa verita' del Vangelo e cercando non solo di emergere sugli altri, ma arrivando a gettare discredito su chi nella Chiesa ostacola o adombra disegni che in realta' utilizzano e strumentalizzano la Chiesa e la stessa fede per altri scopi''. Sono ancora ''tanti'' - ha concluso il presule - quelli che ''si dicono cristiani ma continuano a condurre la loro vita secondo una logica mondana di ricerca dei primi posti e del potere''. Al contrario di tanti veri cristiani pronti a dare la vita per gli altri e per la loro fede. |