 A San Lorenzo il Papa ricorda Pio XII (“Indimenticabile la sua corsa tra le macerie del quartiere bombardato”), loda De Gasperi (“Un insigne statista”) e prega davanti alla tomba di Pio IX
CITTA’ DEL VATICANO - "Non potra' mai essere cancellato il gesto generoso del mio predecessore Pio XII che corse immediatamente a consolare la popolazione tra le macerie ancora fumanti". Lo ha detto Benedetto XVI visitando la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, che in quell'occasione fu quasi completamente distrutta. "Ricorre quest'anno - ha ricordato il Papa - il 50esimo anniversario della morte del servo di Dio Pio XII e questo ci richiama alla memoria un evento particolarmente drammatico del secondo conflitto mondiale, quando il 19 luglio 1943 un violento bombardamento semino' morte e distruzione nel quartiere di San Lorenzo. Commosso dalla tragedia dei romani, Papa Pacelli, per la prima volta dall'inizio della guerra, volle uscire dal Vaticano e si reco' nel quartiere piu' colpito”. In fondo a viale Regina Elena, il Pontefice scese dalla macchina e si avvio' a piedi tra la folla. Davanti alla facciata distrutta della Basilica di San Lorenzo, il ‘Pastor Angelicus’ si inginocchio'. L'intero quartiere era stato raso al suolo, quasi 3.000 i morti accertati e almeno 6.000 i feriti causati dagli ordigni lanciati dai bombardieri anglo-americani che invece di colpire la stazione ferroviaria, obiettivo strategico, avevano distrutto le case dei civili. Le bombe erano state lanciate in due ondate: dalle 11.03 alle ore 12.10 l'aviazione statunitense aveva mirato agli scali ferroviari del Littorio sulla Salaria e di San Lorenzo, e dalle 12.12 alle 13.35 agli aeroporti del Littorio e di Ciampino. L'operazione era stata denominata ‘Crosspoint’. Erano stati impiegati quattro gruppi di B-17 e cinque gruppi di B-24, 362 bombardieri pesanti che colpirono il nodo ferroviario sulla Salaria e quello della stazione di San Lorenzo spingendosi sino allo scalo Tiburtino, a Portonaccio. Poi sopraggiunsero 146 B-26 Marauder e 154 B-25 Mitchell, bombardieri medi che attaccatono gli aeroporti di Littorio e Ciampino. Gli aerei volavano a 6.000 metri di quota (in codice ‘twenty angels’, venti angeli: 20.000 piedi di altezza) per tenersi al sicuro dalla contraerea italiana. Era la flotta aerea piu' potente che si fosse mai mossa nei cieli italiani. Gli aerei statunitensi rientrarono alle basi avendo subito una sola perdita, tre gli aerei da caccia italiani abbattuti. Sulla citta' in poco piu' di due ore vennero sganciate 1.060 tonnellate d'esplosivo, 4.000 tra bombe dirompenti e spezzoni incendiari: la maggiore incursione compiuta sino a quel momento sull'Italia anche come tonnellaggio, la piu' tragica come numero di morti. A mietere tante vittime civili furono anche i caccia Lightning, che scendevano spesso a bassa quota mitragliando i grandi slarghi, piazzale del Verano, largo Preneste, piazzale Prenestino. Per recarsi alla Basilica, Benedetto XVI ha percorso lo stesso tragitto compiuto il 19 luglio di 65 anni fa da Pio XII, che volle dunque uscire dal Vaticano per manifestare solidarieta' alle vittime del primo bombardamento su Roma. Quel giorno la veste bianca del suo predecessore si macchio' del sangue di qualcuno dei feriti che egli era andato a confortare per far sentire la sua presenza di padre e di pastore (portando anche aiuti materiali, tra i quali molto denaro contante: il Papa distribui' personalmente banconote da mille lire alle persone che riuscivano ad avvicinarsi). La memorabile fotografia di Pio XII con le braccia spalancate tra la folla, con la veste bianca macchiata di sangue, rimarra' a simbolo della tragedia degli abitanti e del legame tra la Chiesa e la citta'. E' riconoscibile nell'immagine anche l'allora sostituto della Segreteria di Stato, Monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, che accompagnava il Pontefice. Altre istantanee di Pio XII tra le vittime dei bombardamenti che vengono associate a questa drammatica giornata riguardano invece una seconda uscita del Pontefice, il 13 agosto successivo, in occasione di un secondo bombardamento, quando si reco' a San Giovanni e accanto a lui c'era un giovane parroco romano, il futuro Cardinale Fiorenzo Angelini. Ma Benedetto XVI non ha ricordato solo Pio XII ma anche un compianto uomo politico: "Alcide De Gasperi fu guida saggia ed equilibrata per l'Italia, un insigne statista capace di guardare all'Europa con ampia visione cristiana", ha infatti sottolineato il Papa nell'omelia della Messa celebrata nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, dove e' sepolto il premier democristiano del dopoguerra. Nella sua omelia, il Santo Padre ha unito il ricordo di Pio XII e quello di Alcide De Gasperi, due grandi personaggi del secolo scorso, che dopo la vittoria della Dc del 1948 si trovarono in conflitto sul tentativo di Luigi Gedda (dirigente dell'Azione Cattolica incaricato in questa operazione da Pacelli) di arginare il Pci con i Comitati Civici. De Gasperi, che da Pacelli era molto stimato (era stato lui stesso ad autorizzarne l'assunzione in Vaticano come Segretario della Biblioteca Apostolica), era contrario a una lista di cattolici senza simboli di partito a cui potessero aderire anche missini e monarchici per salvare il Campidoglio dal pericolo comunista nelle amministrative del 1952. Pio XII non perdono' il "no" del premier e qualche mese dopo, quando in occasione del suo 30esimo anniversario di matrimonio, e per i voti perpetui della figlia suora, De Gasperi chiese un'udienza privata gliela nego'. Entrambi sono stati riconosciuti dalla Chiesa come "Servi di Dio" e sono in attesa della beatificazione (ma tutti e due i processi trovano forti opposizioni). La causa per la beatificazione di De Gasperi e' stata promossa dalla diocesi di Trento e osteggiata da quella di Bolzano, in particolare proprio dal vescovo Egger, grande amico di Benedetto XVI e recentemente scomparso: in Alto Adige rimproverano a De Gasperi di non aver mantenuto la parola data alla minoranza tirolese. Come sostenitori della santita' di De Gasperi sono stati indicati due Cardinali protagonisti della vita della Chiesa Italiana negli ultimi decenni: Camillo Ruini e Carlo Maria Martini, che lo accosto' a Lazzati. "Ma il percorso di De Gasperi verso gli altari mi pare molto accidentato", afferma lo scrittore cattolico Vittorio Messori sottolineando che "disincagliare l'iter di personaggi legati alla politica sara' particolarmente difficile. Non e' detto - spiega l'editorialista del ‘Corriere della Sera’ - che chiunque abbia vissuto nel mondo non possa diventare Santo; pero' potrebbe essere piu' complicato per un politico che per un asceta, un mistico, un uomo votato alla vita contemplativa". Per il direttore di ‘Avvenire’, Dino Boffo, comunque, "la canonizzazione di De Gasperi non sarebbe una valutazione della sua politica, ma della sua virtu', della sua vita personale, che nella politica e' certo riverberata ma non ne rappresenta che un aspetto. Credo davvero - confida il direttore del quotidiano cattolico - che De Gasperi fosse una persona spiritualmente matura, ricca delle virtu' cristiane della fede, della speranza, della carita'. Credo che un giorno, forse non lontano, arrivera' sugli altari". Benedetto XVI ha inoltre pronunciato nell'omelia a San Lorenzo due invocazioni di pace con indiretto riferimento alle drammatiche vicende di questi giorni in India e Nigeria. "Vieni oggi Signore - ha chiesto il Papa -: aiutaci, illuminaci, dacci la pace, aiutaci a vincere la violenza". "Vieni Signore", ha ripetuto, spiegando: "Preghiamo proprio in queste settimane, Signore fa splendere il tuo volto e noi saremo salvi". L'altra invocazione e' stata questa: "Mostraci, Signore, oggi, nel nostro tempo, in tutte le parti del mondo, la tua misericordia, e donaci la tua salvezza". Al termine della Messa, Benedetto XVI ha sostato alcuni istanti in ginocchio davanti alla tomba del beato Pio IX, che si trova sotto l'altare della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il Pontefice del ‘non expedit’ ma anche del Concilio Vaticano I, e' stato l'ultimo Papa ad essere sepolto fuori dal Vaticano. Il Santo Padre ha sostato in preghiera anche davanti alla tomba di De Gasperi ed ha benedetto una statua di Pio XII commemorativa della sua visita nel popoloso quartiere romano dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. |