di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO - “Solo la religione, la mia coscienza di cattolico e la fede in Dio e nella giustizia mi stanno aiutando; anzi, ringrazio il Signore di avermi dato questo dono, perchè se fossi stato ateo avrei anche potuto commettere qualche atto inconsulto di autiolesionismo. Mi sento perseguitato, così come lo è da tempo tutta la mia famiglia, e a volte penso che ciò si debba anche al fatto che siamo cattolici e abbiamo sempre difeso la Chiesa”. Lo sfogo, umanissimo e comprensibile, è di Clemente Mastella, il leader dell’Udeur che dopo la mancata solidarietà espressagli per l’arresto della moglie Sandra Lonardo, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, si è dimesso dall’incarico di Ministro della Giustizia ed ha fatto cadere il Governo Prodi.
Senatore Mastella, la Fede La sta aiutando davvero tanto, vero?
“Guardi, lo ribadisco: se non avessi la fede, se non credessi in Dio, forse oggi mi sarei fatto del male. Sono mesi che vivo un linciaggio giudiziario e mediatico. Sopporto con cristiana rassegnazione, con la forza della fede e della coscienza tranquilla. Io so di essere innocente, lo proclamo pubblicamente e cammino a testa alta. Però penso anche a chi finisce innocentemente nel tritacarne e non si chiama Mastella o a chi non si può pemettere eccellenti avvocati. Veda, la mia famiglia, mia moglie, i miei figli sono stati colpiti da una bufera. Da credente ho preferito anteporre la famiglia al potere e agli incarichi: io la penso all’antica e non me ne vergogno”.
Che conclusioni ha tratto da questa situazione?
“Le sembrerà strano, ma in un certo senso ringrazio il Signore per questo dono della sofferenza. Forse vuol mettermi alla prova. Oggi, più che mai, ho capito il senso della famiglia e dell’unità. Il vincolo familiare è stato incredibilmente rinsaldato, apprezzo ancora maggiormente mia moglie, i miei figli, quelli che sono i veri valori“.
Parliamo di quanto accaduto a Sua moglie Sandra.
“Poverina, ha pagato per essere mia moglie. Anche lei vive con serenità questo momentaccio. L’hanno dipinta in modo sbagliato. E’ una donna che ha sofferto, ha fatto l’emigrante, che ne sa la gente?”.
Pensa che la stiate pagando anche per la difesa strenua della Chiesa cattolica?
“Sì, esattamente. Oggi in certi ambienti culturali va di moda un laicismo sfrenato, un demòne che non ha pietà di nessuno. Siamo dipinti come appestati, ma noi cristianamente tolleriamo. La caratteristica del buon cristiano è il perdono, lo scriva”.
La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, un’altra offesa alla dingità umana...
“Ha ragione, si pubblica ormai di tutto. E così si determina un linciaggio, un killeraggio mediatico. Lo ripeto, chi ha le spalle forti come me tollera e va avanti, ma, lo ripeto, penso ai tanti signor Rossi vittime di questo sistema”.
Lei avrà letto l’Enciclica di Benedetto XVI ‘Spe Salvi’ sulla speranza cristiana. Che ne pensa?
“Tutto il bene possibile. La speranza è un valore fondamentale, senza il quale non si può vivere. Infatti, se non avessi avuto speranza mi sarei considerato un uomo morto e invece no, io lotto con vigore, con lealtà e rispetto”.
Senatore Mastella, domenica scorsa, in occasione del ‘Papa Day’, ha avuto modo di ricevere la solidarietà di molte persone a Piazza San Pietro.
“Certo, ne sono stato commosso e ringrazio tutti, non lo potrò mai dimenticare”.
Un Suo giudizio su Papa Benedetto XVI…
“Un gigante del nostro tempo, un grande Pastore ed un punto di riferimento. Oggi, in tempi di relativismo e di laicismo, abbiamo bisogno di una guida come lui, sicura ed autorevole. In lui i cattolici vedono un sicuro punto di riferimento, una bussola, un faro nella nebbia”.