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Sono un prete psicanalista fedele a Dio e all'uomo
Da Monsignor Tommaso Stenico riceviamo e pubblichiamo
di Monsignor
Tommaso Stenico
CITTA’ DEL VATICANO - Sono sacerdote da 36 anni, da 25 anni lavoro nella Curia Romana, da oltre 30 sono psicologo e psicoterapeuta iscritto all’Albo degli psicologi del Lazio. Ho dedicato la mia attenzione alle famiglie in difficoltà, alle giovani coppie che si preparavano al matrimonio e in modo speciale alle problematiche dei sacerdoti e delle anime consacrate. Lo faccio nei ritagli di tempo libero dall’ufficio. Ho sempre voluto e preteso di occuparmi di tutto l’uomo: del suo spirito e della sua psiche. Le nuove povertà sono in gran parte segnate dal disagio psichico. Nel corso di questo servizio di carità ho potuto toccare con mano l’abbrutimento psicologico in cui anno dopo anno i soggetti cadevano. Nel periodo della mia preparazione psicoterapeutica (anni ‘70) non mi ero imbattuto in problematiche così forti e complesse, ma ora che le ho viste dichiarare da soggetti con nome e cognome e per di più sacerdoti ho iniziato a percepire un disagio straziante e una volontà di conoscere teoreticamente le nuove cause e la fenomenologia sottostante per aiutare. Non credo sia sfuggito a nessuno l’evidente e aperto attacco alla Chiesa. Proprio in virtù del mio essere psicoterapeuta e nella consapevolezza e fierezza del mio essere prete mi sono imposto di fare qualcosa. Ne ho parlato a lungo con il mio Padre spirituale che mi ha confermato lo stato pietoso e disperato di non pochi sacerdoti, supplicandomi difendere la Chiesa. Ci ho pregato sopra per molto tempo. E’ nata da qui l’idea di farmi “ladro” tra i ladri…. ricorrendo al linguaggio dei ladri… per carpire se vi fosse una regia… una strategia… un filo rosso… entrando nel doppio ruolo di prete e psicanalista. In questo modo ho scoperto che è così. Vi è proprio il piano diabolico di gruppi di satanisti che “puntano” i preti. Per rendermi conto della verità di tutto ciò non ho pensato al luogo dove ricevere un possibile informatore contattato nella rete. Dalle sue istanze ed esigenze, fingendomi “ladro tra i ladri” ho appurato le sue presunte esigenze e le ho strumentalizzate per il fine. Per me era solo importante conoscere, non certo praticare. Il mio scopo era solo quello di investigare per conoscere ricorrendo alla tecnica strumentale finanche di stare al gioco per ottenere informazioni. Ovviamente non avrei mai immaginato di diventare io stesso un soggetto “puntato” per essere a mia volta strumentalizzato. Dallo essere psicoterapeuta/sacerdote che voleva solo capire e non certo praticare, venivo interpretato dalla nascosta telecamera come prete squalificato. Per di più, dal ragazzo, inviato per motivi ben diversi, (prova ne era la telecamera che portava con sé), non sono riuscito ad avere quelle informazioni per cui avevo architettato il piano. Non mi stupirei se tutto questo fosse il frutto di una denuncia da me fatta al Comando dei Carabinieri della Stazione di San Pietro contro un ragazzo (inviatomi appositamente ???) che voleva ringraziare con una prestazione sessuale il mio interessamento per un posto di lavoro. Dopo il mio totale e categorico rifiuto a tali pratiche oscene, ho esposto la denuncia in parola. Sono persona che non ama lo scandalo, non lo crea, non lo cerca, semmai lo contiene e lo smorza. Come avrei potuto creare lo scandalo di cui mi si accusa? Sono sempre stato responsabile delle mie azioni e parole. Amo il Dicastero per il Clero, le sue attività, la cura pastorale per i preti. Il mio pensiero è apertamente conosciuto. E’ scritto nei 42 volumi pubblicati e pronunciato apertamente anche attraverso i mezzi della comunicazione. E’ conosciuto nelle aule delle Università e negli Istituti di Cultura dove ho insegnato e insegno. Alla mia età non si può barare: ex corde os loquitur! Io non ho mai avuto e non ho nulla da nascondere, o da temere. Ho trascorso la mia vita sacerdotale perseguitato da calunnie, da invidie e da gelosie. Mi sono fatto carico per tanti anni della miseria altrui, mettendo in conto anche l’ipotesi di pagare di persona. Ma solo facendo nulla, non avrei corso alcun rischio. Ma non avrei aiutato almeno un centinaio di preti, che sono la mia gioia e la mia corona. E sono ora felici di lavorare nella vigna del Signore.
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