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Angelus, il pensiero di Benedetto XVI rivolto agli scandali nella Chiesa: “Dobbiamo pregare come Abramo perché ci venga risparmiata una nuova Sodoma”. Ricordate le vittime di Duisburg |
CASTELGANDOLFO - La figura di Abramo, "che imploro' il Signore di risparmiare i pochi giusti dallo stermino della citta' di Sodoma", e' stata evocata da Benedetto XVI al termine di una settimana purtroppo segnata da nuovi scandali sul comportamento infedele di alcuni sacerdoti. Parlando ai 4.000 pellegrini radunati nel cortile della residenza estiva di Castelgandolfo, il Papa ha commentato il brano del Vangelo di questa Domenica, che era quello di San Luca nel quale Gesu' insegna il Padre Nostro ai suoi discepoli (ma in una forma piu' breve rispetto a quella del Vangelo di San Matteo, che e' entrata nell'uso comune). "Siamo di fronte - ha rilevato il Pontefice - alle prime parole della Sacra Scrittura che apprendiamo fin da bambini. Esse si imprimono nella memoria, plasmano la nostra vita, ci accompagnano fino all'ultimo respiro. Esse svelano che noi non siamo gia' in modo compiuto figli di Dio, ma dobbiamo diventarlo ed esserlo sempre di piu' mediante una nostra sempre piu' profonda comunione con Gesu'. Essere figli diventa l'equivalente di seguire Cristo". In questo contesto, il successore di Pietro ha citato San Jose' Maria Escriva de Balaguer, il fondatore dell'Opus Dei, che nel suo libro piu' celebre, "Cammino", si chiedeva: "Che ci costa chiedere molto, visto che ci rivolgiamo all'Onnipotente?". Il Papa se lo e' chiesto anche lui, ricordando Abramo che invocava l'impossibile, cioe' che fosse risparmiata Sodoma, dove in effetti non c'erano nemmeno dieci giusti, gli antichi "padri del deserto" e i contemplativi di tutti i tempi, "divenuti, a motivo della preghiera, amici di Dio". E tra questi, in particolare, Santa Teresa d'Avila, che invitava le sue consorelle dicendo: "Dobbiamo supplicare Dio che ci liberi da ogni pericolo per sempre e ci tolga da ogni male". "Per quanto imperfetto sia il nostro desiderio, sforziamoci - ha raccomandato il Pontefice rivolto ai pellegrini convenuti a Castelgaldolfo - di insistere in questa richiesta". La preghiera del Padre Nostro, ha poi spiegato Benedetto XVI, quando implora "dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, accoglie ed esprime le umane necessita' materiali e spirituali". "E proprio a causa dei bisogni e delle difficolta' di ogni giorno, Gesu' - ha continuato Ratzinger - esorta con forza: Chiedete e vi sara' dato, cercate e troverete, bussate e vi sara' aperto. Perche' chiunque chiede, riceve, e chi cerca, trova, e a chi bussa, sara' aperto". In un'ottica di fede, del resto, "ogni qualvolta recitiamo il Padre Nostro, la nostra voce s'intreccia con quella della Chiesa, perche' chi prega non e' mai solo". Per il Papa, pero', la preghiera "non e' un domandare per soddisfare le proprie voglie, quanto piuttosto per tenere desta l'amicizia con Dio, il quale, dice sempre il Vangelo, dara' lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono". "Nel Vangelo - ha quindi riassunto Benedetto XVI parlando in polacco -, Gesu' afferma: 'Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome'. In questo modo, Egli ci insegna la preghiera, la quale e' espressione della nostra adorazione e del nostro ringraziamento, come pure della pieta' e delle nostre suppliche rivolte al Creatore di ogni bene. In essa si manifesta la nostra fede e la nostra fiducia nella Divina Provvidenza". "Ricordiamoci della preghiera - ha esortato i fedeli - sia durante le fatiche del nostro lavoro quotidiano sia nei momenti di riposo delle nostre vacanze". Il Pontefice ha inoltre rammentato che "ricorre oggi la festa dell'Apostolo San Giacomo, chiamato 'il Maggiore', che lascio' il padre e il lavoro di pescatore per seguire Gesu' e per Lui diede la vita, primo tra gli Apostoli. Di cuore - ha scandito il Papa - rivolgo uno speciale pensiero ai pellegrini accorsi numerosi a Santiago de Compostela. La Vergine Maria ci aiuti a riscoprire la bellezza e la profondita' della preghiera cristiana". Tra i gruppi presenti all'appuntamento dell'Angelus, l'unico evento pubblico di questa sua seconda settimana a Castelgandolfo, il Santo Padre ha salutato un gruppo di Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti da Africa, America del Sud, Asia ed Europa, i Missionari e le Suore del Preziosissimo Sangue, i piccoli ministranti di Conselve e la Corale Laurentiana di Tor San Lorenzo, oltre ai membri del Sesto Reparto Manutenzione Elicotteri dell'Aeronautica Militare, venuti con alcuni familiari. "Ricordo nella preghiera i giovani che hanno perso la vita": con questo pensiero, parlando dopo l'Angelus ai pellegrini tedeschi presenti nel cortile della residenza estiva di Castelgandofo, Benedetto XVI ha invece espresso "profondo dolore" per la tragedia di Duisburg, dove sono morte 19 persone, tra cui una ragazza italiana. "Cari fratelli e sorelle - ha confidato il Pontefice iniziando in italiano la sua riflessione su questo tragico evento -, ho appreso con profondo dolore della tragedia avvenuta a Duisburg, in Germania, in cui sono rimaste vittime numerosi giovani. Ricordo al Signore, nella preghiera, i defunti, i feriti e i loro familiari". Esprimendosi in tedesco, il Papa ha chiesto per i parenti e gli amici dei defunti, il conforto e la vicinanza dello Spirito Santo. Infine, Ratzinger ga rivolto un pensiero alla citta' di Castelgandolfo che celebra la ‘Sagra delle Pesche’. "Rendiamo grazie a Dio - sono state le sue parole - per i frutti della terra e del lavoro umano. Tanti auguri all'Amministrazione e alla cittadinanza". |
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