|
Udienza Generale, il j’accuse di Benedetto XVI: “Dopo il Concilio vi fu la tentazione di portare l’anarchia utopistica nella Chiesa. A Paolo VI e Giovanni Paolo II il merito di averlo evitato” |
CITTA’ DEL VATICANO - La tentazione di uno "spiritualismo utopico ed anarchico" sul modello di quello medioevale di Gioacchino da Fiore, e' tornato ad affacciarsi nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, quando, ha affermato il Papa all'Udienza Generale del Mercoledi’, "alcuni erano convinti che avremmo avuto un'altra Chiesa totalmente altra, ma timonieri saggi come Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno da una parte difeso la novita' del Concilio e nello stesso tempo l'unicita' e la continuita' della Chiesa che e' fatta anche di peccatori ma e' sempre nuova". "Le opere di Cristo non vanno indietro, ma progrediscono", ha quindi spiegato Benedetto XVI citando una frase di San Bonaventura che "vale anche oggi", perche' "l'annuncio di Cristo costituisce novita' e rinnovamento in tutti i periodi della storia". Da Superiore Generale dei Francescani, il grande teologo di Bagnoregio aveva contrastato la "concezione spiritualistica" di Gioacchino da Fiore, in base alla quale "l'ordine francescano non era governabile, ma andava verso l'anarchia". San Bonaventura, ha continuato il Pontefice, "respinge l'idea di un ritmo trinitario della storia", portata avanti da Gioacchino e dalla sua dottrina dell'avvento di una "terza eta' dello spirito". Per San Bonaventura, "Dio e' uno per tutta la storia e non si divide in tre divinita'. La storia e' una, ed e' un cammino di progresso". In secondo luogo, "Gesu' Cristo e' l'ultima Parola di Dio, che ha detto tutto donando e dicendo se stesso". "Piu' di se stesso, Dio non puo' dire ne' dare", come proclamava San Francesco d’Assisi: cio' comporta che "non c'e' un altro Vangelo piu' alto, un'altra Chiesa da aspettare", e che pure l'Ordine Francescano "deve inserirsi in questa Chiesa nel suo ordine gerarchico". "Dopo il Concilio - ha osservato a braccio il Papa -, alcuni erano convinti che tutto fosse nuovo, che sarebbe venuta un'altra Chiesa, che la Chiesa preconciliare fosse finita. Era un utopismo anarchico. Ma, grazie a Dio, i timonieri saggi della barca di Pietro come Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno, da una parte, difeso la novita' del Concilio, e, dall'altra, hanno difeso l'unicita' e la continuita' della Chiesa, che e' sempre Chiesa di peccatori e luogo di grazia". Questo non significa, ha chiarito il Vicario di Gesu’, "che la Chiesa sia immobile, fissa nel passato, che non ci possa essere novita' in essa". "Le opere di Cristo progrediscono", e' una delle attestazioni centrali di San Bonaventura, che "per la prima volta formula l'idea di progresso, e cio' costituisce una novita' nei confronti dei Padri della Chiesa e dei suoi contemporanei", ha fatto notare il Papa. In San Bonaventura, dunque, "Gesu' Cristo non e' piu' la fine, come per i Padri, ma il centro della storia: con Cristo la storia non finisce, ma comincia un nuovo periodo storico". Secondo il Pontefice, con le sue opere, San Bonaventura ha voluto contrastare sia uno "spiritualismo utopico", attraverso la "volonta' di dare ordine al francescanesimo" e nello stesso tempo di "restituire alla Chiesa un dinamismo missionario", sia l'idea di un "declino permanente" della comunita' ecclesiale, "per alcuni gia' iniziato subito dopo il Nuovo Testamento". Per Bonaventura, ma anche oggi, e' necessario dunque un "discernimento" che coniughi "realismo sobrio e apertura ai nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa". Terminata la catechesi, il successore di Pietro ha parlato di Don Carlo Gnocchi. "Apostolo dei tempi moderni e genio della carita' cristiana, Don Carlo Gnocchi accogliendo le sfide del suo tempo si dedico' con ogni premura ai piccoli mutilati, vittime della guerra, nei quali scorgeva il volto di Dio". Il Papa ha colto l’occasione per rievocare la figura del Beato incontrando nella Basilica vaticana i 1.600 operatori dei 28 centri che fanno capo alla ‘Fondazione Don Gnocchi’, i volontari che li affiancano e gli ex militari del Corpo degli Alpini, del quale Don Gnocchi fu cappellano e che segui' in Russia. "Sacedote dinamico ed entusiasta ed acuto educatore, Don Gnocchi - ha rimarcato Ratzinger - visse integralmente il Vangelo nei differenti contesti di vita nei quali opero' con incessante zelo e con infaticabile ardore apostolico: in questo Anno Sacerdotale, ancora una volta, la Chiesa guarda a lui come a un modello da imitare. Il suo fulgido esempio sostenga l'impegno di quanti si dedicano al servizio dei piu' deboli e susciti nei sacerdoti il vivo desiderio di riscoprire e rinvigorire la consapevolezza dello straordinario dono di Grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi ha lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo". Benedetto XVI ha poi condannato "l'atroce violenza che insanguina la Nigeria e che non ha risparmiato nemmeno i bambini indifesi". "Ancora una volta - ha sottolineato il Papa - ripeto con animo accorato che la violenza non risolve i conflitti, ma soltanto ne accresce le tragiche conseguenze. Faccio appello a quanti nel Paese hanno responsabilita' civili e religiose, affinche' si adoperino per la sicurezza e la pacifica convivenza di tutta la popolazione". "Esprimo, infine, la mia vicinanza - ha concluso il Pontefice dopo aver espresso solidarieta' alle vittime - ai pastori e ai fedeli e prego perche', forti e saldi nella speranza, siano autentici testimoni di riconciliazione". "Sono profondamente vicino alle persone colpite dal recente sisma in Turchia ed alle loro famiglie", sono state le parole successive del Papa. "A ciascuno - ha proseguito - assicuro la mia preghiera, mentre chiedo alla comunita' internazionale di contribuire con prontezza e generosita' ai soccorsi". Benedetto XVI ha inoltre voluto incoraggiare il processo di pace in corso in Irlanda del Nord. "Gli sviluppi della situazione in questi giorni - ha asserito in inglese salutando i pellegrini irlandesi presenti all'Udienza Generale - sono un promettente segno per la pace". Il Papa ha quindi ricevuto in dono una maglia del Siena Calcio, che gli e' stata consegnata dai dirigenti della societa' sportiva. Il Santo Padre ha gradito l’omaggio e si e' lasciato fotografare con la maglia appoggiata sul petto. Infine, ha accolto la fiaccola di San Benedetto che, accesa a Colonia il 27 febbraio, arrivera' a Montecassino il 13 marzo. L'idea della fiaccola e' nata nel 1964, con la proclamazione del Santo a patrono d'Europa, "per tenere viva la tensione dell'uomo e dei popoli a costruire fratellanza e pace al di la' di ogni barriera", dicono i monaci, presenti all'Udienza con i figuranti del famoso corteo storico. Il Pontefice ha successivamente benedetto la riproduzione della statua della Madonna di Valme, donata dai fedeli spagnoli di Dos Hermanas alla parrocchia romana che ne porta il titolo. Per il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo di Siviglia, e' un gesto di amore per la Chiesa che rende piu' forti le radici e le ragioni della fede. |
|